Sogno – Gianna Nannini
© Federica Venuto 2009
Sogno che ti prendo
come neve a ciuffi
soffio sui baci allontanati
sui baci tuoi versati
sogno la mia carne trasformarsi in puro spirito
mi accorgo che sei sveglio
mi scordo che ti afferro
ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola
ci sarà qualcosa nella vita per cui valga la pena
ci sarà qualcosa che mi può stordire
ci sarà qualcosa, anche una cura,un sogno per morire
a te che te ne vai
dono la mia dolcezza,estrema verità,eterna mia incertezza
a te che te ne vai
sogno che sprofondo in questo viaggio mio mentale
e tutto è nella notte, notte tutta uguale
sogno che sei un urlo di bambino intrappolato
il gioco è cominciato e già è finito il gioco
sogno che divento il tuo piccolo gigante
sul prato sei un diamante,nel prato a piedi nudi
sogno che entra il mare in questo bosco di frattaglie
ed io conosco i funghi e tu raccogli i fondi
ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola
ci sarà qualcosa nella vita per cui valga la pena
ci sarà qualcosa persa per la strada
ci sarà qualcosa che ritorna e che ti fa partire ora
a te che te ne vai
e diventi un’ossessione
non cederò la notte,perduta mia illusione
a te che te ne vai
e diventi un’invasione
non cederò la notte,eterna mia ossessione
e diventi un’invasione
ti aspetterò la notte,eterna mia ossessione.
Brucia. Ardi. Dimentica.
© Federica Venuto 2009
Vorrei che le fiamme avvolgessero la mia persona.
Vorrei che le fiamme avvolgessero i miei pensieri.
Bruciarli, fino a che non scompariranno, finalmente, nel nulla. Come carta accartocciata che diviene cenere e si sfalda sotto la potenza del fuoco.
Vorrei scomparire.
Scomparire nel nulla.
Per sempre.
Perdermi…
© Federica Venuto 2008
E sogno di perdermi.
Tra i colori caldi di una città che mi si stringe intorno.
Tra le luci di un cielo che, come una cappa di freddo, avvolge la vita notturna. Abbracciandola nella sua oscurità. Congelando i pensieri ed i sentimenti di chi tra mille impegni si affanna tra le strade della città.
E io sogni di sedermi.
Contro il palo, ad uno degli angoli di queste vie impregnate di magia.
Guardare il mondo scorrermi intorno. Valutare. Soppesare. Ogni singola persona che mi passa davanti o che si ferma a guardarmi perplessa.
Io. E in mia compagnia, la mia macchina fotografia.
Cerco una via di fuga…
© Federica Venuto 2009
Rincorro da tempo una chimera.
Fuggo da pensieri che non riconosco.
Percepisco il mutevole scorrere del tempo nel mondo che mi circonda.
E non mi riconosco. E non riesco a comprendermi. Inseguo sogni e sensazioni talmente fugaci da esser capaci di distruggermi. Eppure, non so esser abbastanza forte per separarmene. Per tornare a stringere tra le dita la vita che ormai sento totalmente scivolata via.
Ho bisogno di una via di fuga dalla mia vita.
Ho bisogno di ritrovarmi.
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Armilan – Federica Venuto








